"Dal Trentino allEngadina" conferenza della prof.ssa Annie Paule Quinsac |
La mostra dedicata a Segantini
presso la sede centrale della Cassa Rurale di Arco ha trovato una magnifica
integrazione nellintervento della prof.sa Annie Paule Quinsac, docente di
Storia dellArte presso lUniversità del South Carolina e massima esperta
dellarte segantiniana. Il suo "Segantini - Catalogo generale"
rimane, e rimarrà, una pietra miliare nello studio del maestro del
divisionismo, una miniera ricchissima a cui riferirsi per avere unimmagine
esauriente dellevoluzione nellopera di Giovanni Segantini. Occorre
ricordare anche unaltra sua opera «Segantini Trentanni di vita
artistica nei carteggi inediti dellartista e dei suoi mecenati», da cui
emerge uninedita immagine di Segantini, tessitore infaticabile di rapporti
epistolari con amici, critici, mercanti e pittori. Hanno fatto gli onori di casa
il Presidente della Cassa Rurale di Arco Garda Trentino, rag. Marco Modena,
ed il prof. Romano Turrini.
Nel ricordare brevemente le vicende tristi che hanno contraddistinto linfanzia
e ladolescenza del nostro illustre concittadino, la professoressa ha
rimarcato come quelle esperienze di vita abbiano, senza dubbio, segnato il suo
spirito e si siano successivamente manifestate anche nelle opere più mature.
Quel desiderio della luce, dellaria, della natura, della montagna, che egli
riferiva al suo essere trentino, diventerà, mitizzato, una delle motivazioni
principali che ispirarono la sua opera. La sua non è stata unarte mite, ma,
come diceva DAnnunzio nel poema che ricorda la morte di Segantini, era unarte
"dolce e rude" che fa di lui un pittore unico nel panorama della fine
dellOttocento.
Egli passa nel suo dipingere da una pittura tonale, fondata sul contrasto fra il
chiaro e lo scuro, ad una pittura che si basava sulla ricerca della luce nel
colore, carattere primario dellarte moderna.
La luce per Segantini è un elemento mistico che rende possibile larmonia che
si respira nelle "componenti" i suoi quadri; la luce è la relazione,
è la manifestazione del divino nel creato.
Annie Paule Quinsac ha invitato i presenti a compiere, assieme a lei, un viaggio
a ritroso nellarte di Segantini, partendo da quello che lei ha definito il
suo testamento incompiuto, "Il Trittico della natura", opera
pregna dei caratteri del naturalismo e del simbolismo, non contrastanti fra di
loro, ma in sintonia. La professoressa ha ricordato che lopera fu lalternativa
scelta dal maestro ad un progetto ancor più grandioso, promozionale per gli
stupendi paesaggi dellEngadina, destinato allEsposizione universale di
Parigi del 1900, e non realizzato, essenzialmente, per il venir meno dei
necessari finanziamenti.
Il modo di dipingere la natura dentro la natura, applicato da Segantini era
unico; egli costruiva una struttura che doveva sostenere e proteggere il
cavalletto, avendo così la possibilità di rielaborare la sua opera "in
fieri", in un impegno che poteva durare mesi. Segantini non
rappresentava, come gli impressionisti, la natura in un determinato momento ma
la coglieva nella sua evoluzione, ispirato dal suo pensiero; un luogo della
mente quindi, così come un luogo reale.
Annie Paule Quinsac ha sottolineato come i grandi quadri che compongono il Trittico
diano la possibilità al visitatore di calarsi, di immergersi dentro il
panorama rappresentato. Nelle tre opere compaiono riferimenti precisi al
paesaggio dellEngadina, uniti ad aspetti simbolici, prime fra tutte le
nuvole. Basti pensare alla grande nuvola che sovrasta il paesaggio innevato
della Morte, una nuvola particolare, che raramente ci è dato di
osservare in cielo, ma che lartista ricrea come segno premonitore di un
destino arrivato al suo termine. Lo stesso studio delle nuvole che si riscontra
ne La raccolta del fieno, nuvole chiare e soprattutto scure che incombono
sul paesaggio ove la contadina non è presenza emergente, ma fa parte di una
rappresentazione armonica.
La professoressa si è soffermata poi su due opere: Le cattive madri, un
dipinto, laltro Il castigo delle lussuriose, un graffito (o uno
sgraffito), che fanno parte entrambe di un ciclo in cui la pittura di
Segantini riflette chiaramente le sue esperienze di vita, le sue emozioni. Opere
simboliste che non vennero accolte favorevolmente dalla critica del momento, se
si eccettua lambiente viennese della Secessione. I toni di questi due quadri
insistono sul blu, sul grigio e sul bianco creando una particolare atmosfera,
livida e desolata, e suscitando particolari emozioni. Queste opere furono
ispirate dal poema di Illica, Nirvana, legato, si diceva, ad influenze
buddiste, ma in effetti alimentato nelle sue tematiche da unopera depoca
medioevale.
A Savognino, nel Canton Grigioni, Segantini realizza la rappresentazione solare
de La ragazza che fa la calza, uno dei suoi capolavori. Questo quadro
suscita emozioni che la Quinsac definisce "tattili", con il vello
delle pecore e lerba del prato che sembra aspettino una nostra carezza. Viene
in mente lo scritto del maestro: «..accarezzando con il pennello i fili derba,
i fiori, lanimale e luomo». Così pure a Savognino Segantini realizzò le
altre due opere su cui si è soffermata la professoressa: La portatrice dacqua,
calata entro uno scorcio che raffigura un cortile di casa, e poi Nellovile
con la lampada che funge dal fulcro, che irradia luce tenue a delineare appena i
contorni degli animali e la pastora. Mentre per il primo quadro Segantini ha
dipinto a pennellate larghe, nel secondo si nota un fraseggio più minuto e
quindi più vicino alla scelte divisioniste.
Lo schermo si è poi riempito della grande immagine dellAve Maria a
trasbordo, tematica sviluppata per due volte da Segantini. È la seconda
versione, quella del 1886, la migliore; Segantini la realizzò secondo le
indicazioni di Vittore Grubicy che lo volle avvicinare alla tecnica del
divisionismo. Larmonia, il senso di pace che regnano nel quadro, con i suoi
protagonisti umani che possono essere assimilati ad una Sacra Famiglia, fa di
questopera una delle più significative del periodo.
Annie Paule Quinsac è arrivata poi ai quadri in cui Segantini faceva uso della
tecnica tonale, fondata sul contrasto fra chiari e scuri. Un gregge avanza,
guidato da un pastore; se ne colgono appena i profili, delineati da una luce che
sta alle loro spalle.
Singolare è poi la vicenda che accompagna lopera A messa prima, nata
originariamente con una certa intenzione narrativa e con un altro titolo: I
commenti dei maligni. Nella prima "stesura" del quadro infatti
Segantini aveva raffigurato una giovane donna che, accompagnata da un cagnolino,
scendeva la scalinata che porta alla chiesa di Veduggio. Alle sue spalle, al
culmine della scalinata, alcune figure mostrano di esprimere commenti maligni su
di lei. Questa prima versione, esposta a Torino nel 1883, venne però modificata
dal maestro che la giudicò forse un po banale; egli cancellò i protagonisti
della scena, ed inserì invece la figura di un prete con la tonaca nera ed il
cappello a tricorno che sale lentamente la scalinata. La professoressa Quinsac
ha fatto notare come Segantini abbia modificato la reale collocazione della
chiesa, operando una variazione speculare, liberando il culmine della scalinata
da ogni presenza architettonica e dando quindi piena luce ad una scena che
acquista così grande senso mistico: la scalinata in effetti non porta verso la
chiesa, ma direttamente al cielo!
Come ultima immagine è stata presentata una natura morta, Funghi. La
professoressa ha ricordato lesperienza di Segantini come apprendista
fotografo presso il fratellastro Napoleone a Borgo Valsugana; esperienza che gli
deve essere servita nel catturare la realtà, così come essa si presenta, e
quindi soprattutto nella realizzazione di nature morte.
E questo quadro è stato il punto di partenza per ritornare, questa volta
secondo un ordine cronologico, a rivedere alcune delle opere più note di
Segantini. È stata loccasione per la professoressa Quinsac per aggiungere
qualche altra considerazione o per sintetizzare quanto detto in precedenza.
Un pubblico, folto ed attento, ha seguito lavvincente esposizione di Annie
Paule Quinsac che si muoveva davanti ai grandi teli su cui erano proiettate le
immagini dei quadri, dialogando quasi, vivacemente e intensamente, con le
persone che nel buio della sala la stavano ad ascoltare.
Un successo quindi, che limpegno, la scrupolosità e lentusiasmo di chi ha
organizzato la serata meritava. Si è riallacciato un rapporto con Annie Paule
Quinsac che ha assicurato la sua presenza alla presentazione del volume
"Arco ed il Trentino per Segantini", in occasione della Rassegna dellEditoria
gardesana che si terrà a novembre. Ancora una volta la Cassa Rurale di Arco ha
offerto alla comunità unoccasione per crescere dentro; e la risposta è
stata, anche questa volta, positiva.
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