Perche'

Giovanni Segantini moriva sulle montagne dell’Engadina nell’autunno del 1899, al tramonto di un secolo di forti speranze e grandi illusioni. La sua ricerca incessante della luce, il suo potente inquieto legame con la natura, la sua arte innovativa e personale ne avevano fatto uno dei maestri della pittura europea.
La notizia della sua drammatica, prematura morte scosse la comunita’ di Arco, dove Segantini era nato appena quarantuno anni prima, ma sorprese tutta la cultura del tempo, che gli tributo’ vari riconoscimenti in memoria.
Tra questi sembra particolarmente significativo il poema sinfonico che Zandonai, un altro grande artista di fama europea della terra trentina, scrisse alcuni anni dopo, intitolandolo proprio a quattro Quadri di Segantini.
La Regione Trentino Alto-Adige e il Comune di Arco, tra le varie manifestazioni che ricordano il centenario della morte, hanno ritenuto doveroso promuovere la riscoperta di questo omaggio di Zandonai a Segantini, con la riproduzione dei quadri del pittore arcense descritti dal poema sinfonico del musicista roveretano e con l’organizzazione di questo evento musicale.
Un piccolo segno che possa suonare ad augurio affinche’ l’arte e la cultura diventino sempre piu’ il linguaggio che lega gli uomini ed i popoli fra loro.  

 

Quando

9 febbraio 2000 ore 20,30
Auditorium S.Giuseppe Riva del Garda

 

  Chi

 Haydn
Orchestra Sinfonica di Bolzano e Trento  


Riccardo Zandonai
Quadri di Segantini

Robert Parris
Concerto per timpani e orchestra

Leonard Bernstein
Divertimento per orchestra

Direttore: Umberto Grazioli
Solista di timpani:Sergio Torta

 

Orchestra Haydn

Nata nel 1960 per iniziativa dei Comuni e delle Province di Bolzano Trento e, l’Orchestra Haydn e’ oggi una delle orchestre stabili italiane riconosciute e sovvenzionate dallo Stato.
In oltre di trentanni di attivita, artistica si e’ affermata in Italia e all’estero, negli Stati Uniti, Austria, Germania, Francia, Olanda, Svizzera e Ungheria ottenendo ovunque successi lusinghieri da parte del pubblico e della critica. Il suo repertorio spazia dalla letteratura barocca a quella contemporanea, anche con opere sinfonico-vocali e di genere sacro.
E’ considerata una tra le migliori orchestre classiche per il repertorio classico e moderno: piu’ volte autori contemporanei come Dallapiccola, Berio, Donadoni, Nono e altri le hanno affidato lavori in prima assoluta. Nel corso della sua attivita’ l’orchestra ha collaborato con eminenti direttori-come Claudio Abbado,Herbert Albert,Carlo Maria Giulini, Ettore Gracis,Eliahu Inbal, Riccardo Muti,Riccardo Chailly,Daniel Oren,Carlo Zecchi- e con solisti prestigiosi-come Dino Ciani,Nikita Magaloff,Alexis Weissenberg,Claudio Arrau,Lazar Berman,Salvatore Accardo,Sabine Meyer,Uto Ughi,Aurele Nicolet.
Numerose le sue incisioni discografiche, a cominciare da quelle “storiche” per l’etichetta Turnabaut VOX con le sinfonie Nr.1,13 e 28 di Haydn, fino ai piu’ recenti CD per la Verdi Records con opere di Haydn, Rossini e Beethoven dirette da Alun Francis per la CPO con due dischi monografici dedicati a Casella e Rossini, per la VMC Classic con le sinfonie nr. 1 e nr. 5 di Schubert, il concerto per violino in Do maggiore,il concerto per tromba e il concerto per pianoforte per Haydn sotto la direzione di Barry Faldner.

 

Giuseppe Grazioli-Direttore d’orchestra.

Giuseppe Grazioli, diplomatosi a Milano in pianoforte e composizione, ha studiato direzione d’orchestra con Leonard Bernstein, Gianluigi Gelmetti, Leopold Hager, Franco Ferrara epeter Maag..Ha fondato l’orchestra da camera Harmonia Ensemble, con la quale ha inciso una serie di Compact Disc dedicati a rarita’ del ‘900, accolti molto positivamente dalla critica italiana e estera. Ha diretto molte orchestre italiane fra le quali:l’Orchestra di Santa Cecilia e quella dell’Opera di Roma, l’Orchestra RAI di Roma e Napoli, i Pomeriggi Musicali e l’Angelicum di Milano, l’Orchestra dell’Ente Arena di Verona, l’Orchestra sinfonica Siciliana, l’Orchestra Haydn di Bolzano, l’Orchestra del Teatro Comunale di Treviso, Bologna e Trieste.
Nel 1995 Grazioli ha debuttato in Francia con “Madame Butterfly” a Saint-Etienne ed e’ subito stato invitato per dirigere la stessa opera a Bordeaux nel giugno 1996. Nell’autunno 1996 ha diretto in Francia “Rigoletto” all’Ope’ra di Metzed a quella di Rennes, ed e’ stato subito riconfermato in entrambe le citta’. Nel dicembre 1996 ha diretto con successo la Bournemouth Sinfonietta.

 

Quadri

 

L’aratura
Bayerische Staatgemaldesammlung Munchen (Germania)

I)“L’aratura“-Dal vasto luminoso altipiano solcato dall’aratro, col paesetto disteso sotto le giogaie bianche di neve, emana il senso puro e sereno della montagna: senso di vita tra i riflessi del sole, che tutto a poco a poco colora e scalda:giungono echi sommessi, crescono risonanze di ritmi e di canti, squillano tocchi dal primo campanile e sonoramente si rallegra l’ampio paesaggio alpino.

 

Idillio
City of Aberdeen Art gallery and Museums
Collections-Aberdeen(Scozia-Regno Unito)

II)”Idillio”-Il pastorello, seduto al margine del sentiero, modula col piffero un’agile cantilena per il piacere della sua compagna che, a tergo, distesa sull’erba, si appoggia alle sue spalle. Per affascinarla si sbizzarrisce in trilli e cadenze, tra cui s’insinuano, col mormorio del ruscello, accenti di tenerezza………Li presso, un arbusto eleva due rami in fiore. E’ primavera, fiorisce l’idillio montano.

 

Ritorno al paese natio
Nationalgallerie Berlin (Germania)

III)”Ritorno al paese natio”-Luci di tramonto dietro le giogaie nevose.Per l’altipiano in penombra, trasportano al paese il figliolo morto lontano:la madre, seduta sul carro, piange:il padre procede a capo basso e scoperto, conducendo a mano il cavallo. Le piccole campane del villaggio quasi cadenzano il passo del lento angosciato convoglio.-Una sosta:momento di mistica estasi:”il dolore e’ confortato dalla fede”.-Poi il convoglio riprende il suo funebre ritmo e si perde nella lontananza.

 

Meriggio
Collezione Otto Fischbacher St Gallen(Svizzera)

IV)”Meriggio”- Un’impetuosa folata di vita cancella ogni impressione di dolore.Sfolgora il sole. Una pastorella, abbagliata, si ripara la vista guardando per l’altipiano inondato di luce. La natura, indifferente alle vicende umane, rinnova le sue esultanze:nel raggiante calore del sole si avvivano anche le grandi solitudini alpine:ritornano echi sonori, ingrossano ritmi gioiosi, si leva in allegrezza come un inno alla montagna.